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La Mela Annurca è una varietà di mela tipica del territorio italiano, in particolare della Campania, riconosciuta con Indicazione Geografica Protetta come Melannurca Campana IGP.
È considerata la "regina delle mele" per il suo sapore unico, il profumo intenso e le proprietà nutrizionali. È spesso consigliata nelle diete per il suo effetto benefico sulla digestione e sulla salute in generale
Ricca di antiossidanti e polifenoli, utili per la salute cardiovascolare, contiene molte vitamine (soprattutto C e B1, B2) e sali minerali come potassio, ferro e fosforo. Aiuta a regolare il colesterolo e favorisce la digestione.
Oggi, grazie alla creatività di tanti chef, la mela annurca è diventata un must per comporre dessert naturali e gustosi!
Vogliamo proporvi un dessert costruito con questo prezioso frutto, ispiratoci da Pasquale Alberico, autore del blog I Sapori del Mediterraneo.
Per la preparazione abbiamo selezionato il miele di corbezzolo prodotto da Terrantiga, l’unico collettivo apistico della Sardegna e, per la riduzione, il Casavecchia, vitigno italiano a bacca nera presente in Campania.
Ingredienti
- 4 mele annurche
- 1 bicchiere di vino Casavecchia
- 5 cucchiaini di miele di corbezzolo Terrantiga
Preparazione
Le Mele
Lavate accuratamente le mele Annurche sotto acqua corrente e asciugatele con un panno di cotone.
Se desiderate un tocco più aromatico, potete incidere leggermente la buccia con un coltellino.
La Base Aromatica
In una teglia rettangolare, versate un bicchiere di vino Casavecchia e aggiungete un cucchiaino di miele di corbezzolo, mescolando delicatamente per amalgamare i sapori.
Adagiate le mele nella teglia, cercando di distribuirle in modo uniforme.
Caramellizzazione
Con un cucchiaino, versate un po’ di miele attorno al picciolo di ogni mela per esaltarne la dolcezza durante la cottura.
Se gradite, potete aggiungere una spolverata di cannella o scorza di agrumi per un aroma più intenso.
Cottura
Infornate in forno statico già caldo a 180°C per circa 30-35 minuti, o fino a quando la buccia inizierà a staccarsi leggermente e le mele diventeranno morbide.
Una volta cotte, lasciatele riposare nel forno spento per qualche minuto per intensificare i sapori.
Riduzione del vino e miele
Se il liquido di cottura risulta troppo liquido, trasferitelo in un pentolino e fatelo ridurre a fuoco basso fino a ottenere una consistenza sciropposa.
Servizio
Servite le mele calde, tiepide o fredde, irrorandole con la riduzione di vino e miele.
Per un tocco extra, guarnite con noci tritate, mandorle tostate o una pallina di gelato alla vaniglia.
Terrantiga aderisce a Generazione Honey, il progetto che intende valorizzare e promuovere i prodotti dell’alveare sostenendo la filiera apistica cooperativa italiana, quale esempio di eccellenza produttiva, sicurezza alimentare, genuinità, biodiversità e rispetto dell’ambiente. Il progetto è finanziato dal MIPAAFT.
Il grano duro Senatore Cappelli è una cultivar storica di frumento, selezionata agli inizi del XX secolo dal genetista Nazareno Strampelli. Prende il nome dal marchese Raffaele Cappelli, promotore della riforma agraria che distinse ufficialmente tra grani duri e teneri.
Diffuso nel Sud Italia, soprattutto in Puglia ed in Basilicata, rappresenta una delle varietà di grano più pregiate del nostro patrimonio agroalimentare.
Negli ultimi anni il rinnovato interesse verso i "grani antichi" ha portato a riscoprire il valore di questa varietà, apprezzata perché non geneticamente modificata e per le sue straordinarie qualità organolettiche e nutrizionali. Ricco di vitamine B ed E e con un alto contenuto proteico, il Senatore Cappelli è stato a lungo soprannominato in Puglia la “carne dei poveri”.
Oggi questo grano è la base per la produzione di farine biologiche di pregio e paste di alta qualità, capaci di mantenere sempre una cottura perfetta al dente.
La crescente domanda di prodotti naturali e salutari trova risposta nell’impegno delle cooperative locali, che valorizzano tradizione e sostenibilità.
Per la preparazione della schiacciata pugliese, protagonista del pranzo di oggi, abbiamo utilizzato la farina di grando duro Senatore Cappelli, prodotta dalla Cooperativa Palazzo Piccolo di Ascoli Satriano (FG).
La farcitura, invece, è un omaggio ad alcune delle eccellenze enogastronomiche italiane, selezionate con cura da SCIALARI bottega cooperativa nel cuore di Catania.
I capperi di Salina DOP al Sale Marino dell’azienda agricola Dott. Lorenzo Mirabito, dalla consistenza compatta e il sapore intenso, aromatico e pungente.
Il Tonno Rosso e i Filetti di Alici in Olio di Oliva , prodotti da Aciblù, cooperativa siciliana che lavora esclusivamente tonno pescato localmente, nel pieno rispetto dell’equilibrio dell’ecosistema marino.
Procuratevi una teglia di 38,5 cm x 29 cm circa, mettete il grembiule e iniziamo!
Ingredienti per l’impasto della schiacchiata
- 700 g di farina di Grano Duro Senatore Cappelli
- 440 g di acqua
- 4 g di lievito di birra
- 1 cucchiaio raso di sugna
- 22 g di sale
Ingredienti per la farcitura:
- 1200 g di cipolla fresca
- 1 cucchiaio e 1/2 di Capperi di Salina DOP al Sale Marino
- 45 g pomodorino Pachino Secchi
- 6 pomodorini freschi
- 200 g di Filetti di Tonno in Olio d’Oliva Aciblù
- 5 Filetti di Alici in Olio d’Oliva Aciblù
- Olio extra vergine di oliva q.b.
Preparazione
1. Eliminate lo strato esterno delle cipolle e affettatele sottilmente. Cuocetele a fuoco medio in una padella con mezzo bicchiere d’acqua per circa 10-15 minuti, finché l’acqua non sarà evaporata.
Aggiungete mezzo bicchiere di aceto, alzate la fiamma e fatelo assorbire completamente.
Riducete nuovamente il calore, unite il sale, i capperi, i pomodorini secchi e freschi, e fate insaporire con un generoso filo d’olio extravergine per 5-6 minuti. .
2. Disponete la farina su una spianatoia, creando un incavo al centro. Sciogliete il lievito in una tazzina di acqua tiepida e versatelo nell’incavo. Aggiungete il resto dell’acqua e il sale, quindi iniziate a mescolare con le mani fino a incorporare tutta la farina.
Impastate energicamente fino a ottenere un composto liscio e omogeneo.
Lasciate riposare per circa un’ora.
3. Dividete l’impasto in due panetti da circa 550 g ciascuno. Sistemate i panetti in un panno di cotone e poi in un contenitore, coprendoli con un panno umido. Fate lievitare per circa 6 ore, o finché l’impasto non sarà raddoppiato di volume. .
Infarinate la spianatoia e adagiatevi delicatamente l’impasto, sollevando i bordi del panno. Stendetelo con le dita, girandolo su sé stesso per ottenere uno strato uniforme. Trasferite l’impasto in una teglia precedentemente oleata con sugna o olio extravergine.
Distribuite il condimento di cipolle, tonno e alici su tutta la superficie dell’impasto.
Coprite con il secondo panetto, steso seguendo lo stesso procedimento.
4. Spennellate la superficie con olio extravergine d’oliva e bucherellatela con una forchetta. Infornate in forno preriscaldato a 250°C per 20-25 minuti, finché la superficie non sarà ben dorata.
Buon Appetito!
Tips & Abbinamenti
Per accompagnare al meglio la schiacciata pugliese, ricca di sapori decisi e mediterranei, consigliamo di scegliere un vino che possa valorizzarne i contrasti e le sfumature aromatiche, come un Fiano di Avellino DOCG o un Rosato del Salento IGP.
La lotta contro lo spreco alimentare è tra ciò che ci sta più a cuore.
Con questo articolo vogliamo offrirvi soluzioni originali e sostenibili per riutilizzare arance e mandarini anche dopo averli consumati. Questi agrumi, simboli indiscussi della stagione invernale, non solo apportano numerosi benefici al nostro organismo, ma il loro profumo intenso li rende perfetti per utilizzi alternativi in casa e in cucina.
Scopriamo insieme come sfruttare al meglio ogni parte di questi frutti, contribuendo così alla tutela del nostro pianeta.
POT-POURRI PROFUMATO AGLI AGRUMI
Le bucce di arance e mandarini emanano un aroma fresco e persistente, capace di evocare dolci ricordi d’infanzia e l’atmosfera calda delle festività natalizie. Un ottimo modo per valorizzarle è creare un pot-pourri naturale e profumato.
È semplicissimo.
1. Sbucciate arance e mandarini e disponete le bucce su un termosifone o vicino a una fonte di calore per favorirne l’essiccazione. Durante questo processo, l’ambiente si riempirà di un piacevole profumo agrumato.
2. Una volta essiccate, riponetele in un contenitore di vetro o in un sacchettino traforato.
3. Per intensificare l’aroma, potete aggiungere spezie come cannella e anice stellato.
4. I sacchettini profumati possono essere utilizzati per deodorare armadi, cassetti o ambienti domestici.
CANDELE BIOLOGICHE
Le candele, ideali per ottenere un clima riposante e accogliente, si possono realizzare grazie ad arance e mandarini, anche in versione biologica, in poche e semplici mosse.
Materiali necessari:
- Arance o mandarini
- Olio d’oliva
- Coltello
- Accendino
1. Incidete la buccia del frutto a metà lungo tutta la circonferenza, facendo attenzione a non tagliare la polpa.
2. Rimuovete delicatamente entrambe le semisfere di buccia, lasciando il picciolo bianco (che fungerà da stoppino) intatto all’interno.
3. Nella semisfera priva di picciolo, praticate un piccolo foro per facilitare la diffusione della luce.
4. Riempite l’altra metà della buccia con olio d’oliva, facendo in modo che il livello dell’olio arrivi poco al di sotto del picciolo.
5. Inumidite il picciolo con l’olio e accendetelo con un accendino.
6. Sovrapponete la calotta forata sopra la candela accesa per ottenere un effetto luminoso suggestivo.
Il risultato sarà una candela completamente naturale, capace di diffondere un delicato profumo agrumato e creare un’atmosfera accogliente.
DECORAZIONI NATALIZIE
Per il periodo natalizio, c’è un trucco originale e a costo zero per decorare la vostra casa, sfruttando sempre bucce di arance e mandarini.
1. Sbucciate gli agrumi e utilizzate un coppa pasta o delle formine per biscotti per ritagliare sagome decorative (stelle, cuori, alberelli, etc.).
2. Realizzate un piccolo foro sulla parte superiore di ogni sagoma e infilate un filo di spago per creare ghirlande o decorazioni per l’albero di Natale.
3. In alternativa, potete fissare un gancetto in fil di ferro per appendere le decorazioni direttamente ai rami dell’albero.
Queste decorazioni non solo daranno un tocco ecologico e naturale alla vostra casa, ma diffonderanno anche un piacevole aroma di agrumi.
POLVERE AROMATICHE PER LE VOSTRE RICETTE
Le bucce di arance e mandarini essiccate possono essere trasformate in una polvere aromatica versatile, ideale per esaltare il sapore di dolci e piatti salati.
1. Fate essiccare le bucce per circa 24 ore vicino a una fonte di calore o passatele in forno a bassa temperatura per alcuni minuti.
2. Una volta completamente asciutte, tritatele finemente con un mixer fino a ottenere una polvere sottile.
3. Conservate la polvere in piccoli vasetti di vetro in un luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce diretta.
Utilizzi consigliati:
- Aggiunta a impasti per torte, biscotti e budini.
- Aromatizzazione di yogurt, gelati e infusi.
- Per insaporire salse, stufati e piatti a base di carne o verdure.
Non vi resta che sperimentare questi metodi sostenibili e condividere il piacere di un approccio più consapevole e rispettoso dell’ambiente. 🌱
Il mese scorso siamo stati in Piemonte, in occasione del premio Melograno, un riconoscimento annuale che celebra le migliori pratiche e l'impegno delle cooperative agroalimentari nel promuovere sostenibilità, responsabilità sociale e legame con il territorio.
In questa occasione, abbiamo avuto l’onore e l’incredibile piacere di assaporare il Gorgonzola Dolce DOP della Latteria Sociale di Cameri, un'eccellenza casearia piemontese da oltre un secolo.
Questo formaggio, prodotto con latte vaccino intero proveniente dagli allevamenti dei soci della Latteria, in provincia di Novara, si distingue per la sua straordinaria cremosità e il suo gusto delicatamente dolce dalle note piccanti.
Oggi vi proponiamo un’avvolgente ricetta invernale che ha come protagonista il Gorgonzola Dop della Latteria Sociale Cameri.
Nessuno vi giudicherà quando leccherete il piatto con le dita!
Ingredienti per 4 persone
- 320g di riso carnaroli
- 1 zucchina grande
- 12 fiori di zucchina
- 200g di Gorgonzola Dolce DOP Latteria di Cameri
- 1/2 bicchiere di vino bianco
- Brodo vegetale q.b. - senza glutine o fatto in casa
- Parmigiano grattugiato q.b.
- Olio extravergine di oliva q.b.
- Pepe nero q.b.
Preparazione
1. Pulite delicatamente i fiori di zucchina, rimuovete il pistillo interno e lasciateli asciugare su carta assorbente.
Lavate e tagliate la zucchina a piccoli cubetti.
2. In una casseruola ampia, scaldate tre cucchiai di olio extravergine di oliva e fate tostare il riso insieme ai cubetti di zucchina. Sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare completamente.
Aggiungete gradualmente il brodo vegetale caldo, mescolando e aspettando che venga assorbito prima di versarne altro. C
ontinuate la cottura fino a quando il riso sarà al dente.
3. A questo punto, unite il Gorgonzola tagliato a pezzetti e i fiori di zucchina.
Mescolate bene per amalgamare i sapori, spegnete il fuoco e mantecate con qualche cucchiaio di Parmigiano grattugiato.
4. Completate con una generosa macinata di pepe nero e servite subito, ben caldo.
Tips & Abbinamenti
Consigliamo di abbinarlo a un vino bianco strutturato e aromatico Gavi DOCG del Piemonte. Rotondo e minerale, dalle note di albicocca, pera ed erbe officinali, che si sposa perfettamente con piatti a base di formaggi freschi.
Gli ottimi prodotti utilizzati per questa ricetta sono stati gentilmente offerti da Scialari, punto vendita catanese che, con il suo impegno quotidiano, valorizza cooperative e produttori del territorio siciliano guardando al mercato in modo innovativo, sostenibile, salutare ed etico.
L'obiettivo di Scialari è rendere l’eccellenza dei prodotti locali accessibile a tutti, con l’ambizione di contribuire anche alla crescita del capitale sociale e allo sviluppo delle comunità locali.
Questa accogliente bottega nel centro di Catania offre prodotti agroalimentari di alta qualità, provenienti da realtà virtuose legate al territorio siciliano, promuovendo un consumo consapevole e riscoprendo le relazioni tra alimentazione e benessere.
Storia, tradizioni, gusto e consumo responsabile sono i valori di Scialari. In primis, l'intento di recuperare il rapporto tra cibo e salute, contrastando la diffusione del cibo spazzatura e le abitudini sempre più distanti dalle antiche tradizioni.
Infine, connettere produttori e consumatori, offrendo ai primi opportunità di crescita e garantendo ai secondi maggiore consapevolezza e accessibilità. Il tutto promuovendo un modello cooperativo e collaborativo, capace di creare valore condiviso e sostenibile.
In quest'ottica, Scialari porpone i prodotti della tradizione siciliana, realizzati artigianalmente da cooperative locali, rispettando i ritmi delle stagioni e la sapienza tradizionale, in modo innovativo e sostenibile. Loro priorità è tutelare le caratteristiche, la stagionalità e le tradizioni, anche a scapito di quantità e continuità. Pertanto, i prodotti non saranno sempre tutti disponibili e si alterneranno con il susseguirsi delle stagioni e delle produzioni.
Mettiamo il grembiule e prepariamo i nostri Straccetti di pollo alla siciliana.
Ingredienti (per 4 persone)
- 4 fette di petto di pollo non troppo sottili
- 32 pomodori ciliegini secchi sottolio Agrologica Bio
- 1 cucchiaio di Capperi di Salina DOP al Sale Marino - Azienda Agricola Dott.Mirabito
- Origano di Sicilia bio q.b.
- 1 spicchio d’aglio
- Olio extravergine d’oliva q.b. Agrologica Bio
- Sale q.b.
Preparazione
1. Iniziate sciacquando accuratamente i capperi, quindi metteteli in una ciotola colma di acqua per eliminarne il sale in eccesso che li conserva. Lasciateli in ammollo per circa un'ora, mescolandoli di tanto in tanto, e ricordate di assaggiarli per valutare il livello di salinità: il tempo di dissalazione può variare in base alla qualità e alla dimensione dei capperi.
Una volta pronti, scolateli e asciugateli delicatamente con carta da cucina
2. Nel frattempo, preparate petti di pollo, disponendoli su un tagliere e tagliandoli a listarelle uniformi. Scaldate, quindi, una padella capiente con due generosi giri d’olio extravergine di oliva e fatevi rosolare uno spicchio d’aglio fino a doratura, mescolando di tanto in tanto per sprigionarne il sapore.
3. Quando l’aglio sarà ben dorato, rimuovetelo dalla padella e aggiungete le listarelle di pollo. Cuocetele a fuoco medio, mescolando con cura, fino a farle dorare uniformemente, ottenendo una superficie croccante e un interno morbido.
4. A questo punto, aggiungete i pomodorini, i capperi precedentemente disalassati e asciugati, una spolverata di origano e un pizzico di sale. Proseguite la cottura per altri 2 minuti, mescolando delicatamente per amalgamare il tutto alla perfezione.
In pochi minuti, è tutto pronto: servite subito il vostro secondo ben caldo, per apprezzarne al meglio i profumi intensi e i sapori mediterranei.
Un vero tripudio di gusto, ideale per ogni occasione!
Tips & Abbinamenti: per esaltare i sapori mediterranei di questo piatto,consigliamo di pasteggiare con un Etna Doc, ovviamente, di Sicilia.
Nel 2020 abbiamo imparato a conoscere meglio la nostra dispensa, organizzandola con cura e ottimizzando le provviste per ridurre al minimo le visite al supermercato.
Ma proprio mentre riponiamo al loro posto le nuove provviste, capita di imbatterci in vecchi barattoli, pacchetti e confezioni rimaste lì dentro da chissà quanto tempo. Cosa fare in questi casi?
Tutto dipende dal tipo di alimento. E' fondamentale valutarne la salubrità, l’aspetto e l’efficacia prima di decidere se possono essere ancora utilizzati in cucina o se è giunto il momento di eliminarli.
Di seguito, una guida pratica agli 8 prodotti alimentari da controllare (e, se necessario, buttare), se dimenticati nella dispensa.
1. Lievito
Il lievito, che sia fresco o in polvere, è un ingrediente vivo e, se troppo vecchio, perde la capacità di far lievitare correttamente torte e panificati.
- Lievito in polvere chiuso: può durare fino a un anno a temperatura ambiente.
- Lievito in polvere aperto: meglio utilizzarlo entro un paio di mesi.
Ecco un trucco per verificare che sia ancora attivo: mescolate un pizzico di lievito in acqua tiepida e zuccherata. Se si forma della schiuma, è ancora utilizzabile.
2. Farina
La farina si conserva per circa 6-8 mesi. Dopo questo periodo, il sapore inizia ad essere stantio e potrebbero comparire farfalline e filamenti. Di certo, la durata cambia in base al tipo di farina:
- Farine bianche (0 e 00): subiscono poche alterazioni e durano più a lungo.
- Farine integrali (tipo 1 e 2): facilmente deperibili, tendono a irrancidire in 1-2 mesi, contenendo acidi grassi e una buona quantità di nutrienti.
Consiglio: Dopo l'apertura, conservatele in frigorifero per prolungarne la freschezza.
3. Spezie
A differenza di altri prodotti, le spezie non vanno a male, ma il loro sapore perde di intensità nel tempo, specie se in polvere o macinate. L’ideale è consumarle entro 3 mesi dall'acquisto per ottenere il massimo dell'aroma.
Se il colore inizia a sbiadire (ad esempio, una curcuma o un curry poco brillanti), è il momento di sostituirle.
4. Lenticchie
Le lenticchie secche devono essere conservate in un luogo fresco e asciutto. Se esposte all’umidità, possono assorbire acqua e assumere un sapore acidulo.
L'ideale è consumarle entro un anno dall'acquisto.
5. Riso
Se conservato in una confezione chiusa, può durare a lungo, anche oltre la data di scadenza. Una volta aperto è, invece, meglio consumarlo nel minor tempo possibile: infatti, cambia la sua superficie, richiederà più tempo di cottura, con il rischio di perdere di cremosità.
Suggeriamo di conservarlo in un contenitore ermetico per preservarne la qualità.
6. Bicarbonato
Come il lievito, il bicarbonato perde d'efficacia con il tempo. Sebbene non rappresenti un rischio per la salute, un bicarbonato che ha superato la data di scadenza rende meno soffici torte e dolci.
Consigliamo di utilizzarlo non oltre 6 mesi dall'apertura.
7. Aceto
L'aceto, di nuovo come il lievito, è un ingrediente vivo e ricco di microorganismi. Sebbene non possa andare a male, può fermentare e sviluppare la “madre”, ovvero un accumulo di lieviti leggermente viscidi ma totalmente innocui. Può scolorire o sviluppare dei sedimenti e variazioni nel profilo aromatico.
Consigliamo di conservarlo in frigorifero per rallentarne la fermentazione.
8. Caffè
Al momento della macinazione, il caffè inizia a perdere nutrienti e intensità di sapore. Per poterlo conservare al meglio, lasciatelo all’interno della confezione originale, progettata per agevolare la fuoriuscita di gas e non far penetrare la luce.
Consigliamo di conservarlo in un luogo fresco e buio, come il frigorifero, per evitare che il calore faccia irrancidire gli acidi grassi contenuti nei chicchi di caffè (e, naturalmente, nella polvere macinata).
Abbiamo imparato a riconoscere gli alimenti dimenticati in dispensa: un ottimo modo per ridurre sprechi e organizzare meglio la nostra cucina.
Con un po' di attenzione, possiamo evitare di buttare via cibo ancora buono e migliorare la qualità dei nostri piatti.
La polenta: il comfort food perfetto per l'inverno e non solo.
Spesso ne avanza in abbondanza, ma anche riscaldata rimane deliziosa, anzi, forse persino più buona!
Sebbene venga associata principalmente all'inverno e all'autunno, la polenta è in realtà un ingrediente straordinariamente versatile, adatto a tutte le stagioni. Basta un po’ di creatività per trasformare gli avanzi in piatti nuovi e gustosi, evitando inutili sprechi in cucina.
Con la ricetta di oggi, vi proponiamo di rielaborare la polenta taragna avanzata (meglio se del giorno prima) abbinandola a un delizioso ragù di lenticchie. Il risultato? Polpette deliziose, ideali come piatto unico, ricco e nutriente.
Ingredienti
- 2 porzioni di polenta taragna
- 500 gr di ragù di lenticchie
- 100 gr di pangrattato (anche senza glutine)
- Formaggio grattuggiato o alternativa vegetale q.b.
- Olio extravergine di oliva o di riso q.b.
1. Preparazione del ragù di lenticchie
Cuocete le lenticchie in acqua non salata, quindi scolatele a fine cottura.
In una casseruola, preparate un soffritto con sedano, carota, cipolla e olio di riso (o extra vergine d’oliva). Unite le lenticchie e fatele insaporire.
Aggiungete la passata di pomodoro, mescolate bene e lasciate cuocere per 30-40 minuti a fuoco lento, salando a metà cottura.
2. Preparazione delle polpette di polenta
In una ciotola capiente, mescolate la polenta avanzata con una parte del ragù di lenticchie. Aggiungete il pangrattato e amalgamate bene il tutto.
Con le mani leggermente bagnate o con l'aiuto di un porzionatore da gelato, formate delle polpette.
Scaldate una padella con un filo d’olio e fate rosolare le polpette da entrambi i lati fino a ottenere una crosticina dorata.
3. Preparazione del piatto
Aggiungete il ragù di lenticchie rimanente nella padella, avendo cura di mescolare delicatamente per evitare che le polpette si rompano. Continuate la cottura a fuoco lento fino a quando il tutto non si sarà addensato. A fine cottura, spegnete il fuoco e cospargete le polpette con abbondante formaggio grattugiato, coprite poi la padella con un coperchio per farlo sciogliere.
Servite le polpette ben calde e godetevi un piatto che saprà conquistarvi!
Tips & Abbinamenti
Per un abbinamento alcolico, bisogna cercare qualcosa che completi il sapore rustico e avvolgente della polenta e il carattere del ragù di lenticchie.
Come vino rosso consigliamo un Barbera d'Alba DOC, dal corpo medio e dal buon equilibrio tra acidità e fruttato che si sposa bene con la ricetta, senza sovrastare i sapori. In alternativa, un Montepulciano d'Abruzzo DOC, robusto, non troppo tannico, che accompagna bene piatti ricchi come quello che abbiamo preparato.
Per chi preferisce il bianco, la scelta potrebbe andare su un Vermentino di Toscana DOC, che con la sua leggera nota salina può contrastare la consistenza della polenta, equilibrando i sapori senza appesantire.
Infine, gli amanti della birra artigianale, possono optare su una birra ambrata, maltata e leggermente caramellato, si sposano bene con il sapore corposo della polenta taragna e la profondità del ragù di lenticchie.