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Primi piatti

Linguine alla Portofino
Linguine alla Portofino

La ricetta che vi proponiamo oggi è stata realizzata da Francesca Vassallo, autrice del blog La maggiorana persa. Per queste linguine alla Portofino, si adatta perfettamente l'aforisma di Gino Girolomoni:

"Non si può arare il mare," diceva il fondatore dell'omonimo marchio di prodotti biologici.

 

Il sugo alla Portofino è un piatto tipico della celebre località rivierasca, nato dalla creatività di uno dei più noti ristoratori della Piazzetta, Luigi Miroli, detto Puny.

Un giorno, Puny si trovò a corto di pesto e, non sapendo come condire la pasta, decise di aggiungere della salsa di pomodoro. Nacquero così le penne alla Puny.

Imprenditore abile, Puny si fece strada nella vita partendo da lavori più modesti, proprio come Gino Girolomoni, che con il suo impegno ha portato il marchio Girolomoni a diventare un simbolo dell'agricoltura biologica.  

 

INGREDIENTI (per 4 persone)

 

400 g di Linguine Girolomoni

 

Per il pesto genovese

 

  • 60 g di basilico (le foglie pulite)
  • 25 g di pinoli
  • 60 g di Parmigiano Reggiano
  • 30 g di Pecorino Sardo stagionato
  • 1 spicchio grande di aglio
  • 40 g di olio extravergine di oliva
  • 4 g di sale fino

 

Per la salsa di pomodoro

 

  • 300 g di passata di pomodoro
  • 1 spicchio di aglio
  • 30 g di olio extravergine di oliva
  • 5 g di sale

 

 

PREPARAZIONE

 

1. In un tegame antiaderente, fate rosolare l’aglio nell'olio extravergine di oliva e aggiungete la passata di pomodoro.

 

2. Salate, mescolate e cuocere a fuoco medio per circa 10 minuti, coprendo il tegame. 

 

3. Per un pesto perfetto utilizzate basilico genovese, dalle foglie piccole e senza il tipico sapore di menta di altre varietà.

Lavate e asciugate delicatamente le foglie di basilico, mantenendole integre.

 

4. Nel boccale di un mixer, mettete i pinoli, l'aglio privato dell'anima e affettato, il Parmigiano e il Pecorino tagliati a cubetti. Aggiungete le foglie di basilico ben asciugate e il sale.

Azionate il mixer a intervalli brevi per evitare che il pesto si riscaldi, raschiando di tanto in tanto il trito dalle pareti con una spatola.

 

5. Quando il pesto è ben amalgamato, trasferitelo in una ciotola e copritelo con l'olio extravergine di oliva per mantenerne il colore verde vivo. Se dovete utilizzarlo successivamente, copritelo con pellicola alimentare per evitare l'ossidazione.

 

6. Portate a ebollizione abbondante acqua per la pasta, salate e cuocete le linguine per 7 minuti, o comunque seguendo le istruzioni sulla confezione.

Una volta cotta la pasta, scolatela e versatela nel tegame con la salsa di pomodoro.

 

7. Aggiungete il vostro pesto, mescolate bene, amalgamandolo con il resto della salsa, e servite le linguine alla Portofino direttamente nei piatti.

 

 

 

Tips & Abbinamenti

 

Per un piatto come le Linguine alla Portofino, che unisce il fresco sapore del pesto genovese e la delicatezza della salsa di pomodoro, è preferibile abbinare vini che completino i sapori senza sovrastarli.

 

  • Come bianco, proponiamo un Pigato, vino ligure con una buona struttura che bilancia i sapori del piatto. Fruttato e floreale è rende ideale per piatti con ingredienti aromatici come il pesto.
  • Se preferite un vino rosso, il Ciliegiolo è una scelta leggera e fruttata, con tannini morbidi che non coprono la freschezza del piatto. La sua nota di ciliegia e la buona acidità lo rendono versatile con la salsa di pomodoro.

 

Buon appettito!

Mezze Maniche Ripiene
Mezze Maniche Ripiene

Preparare una pasta fresca ripiena, come ravioli o tortelli, comporta spesso un’eccedenza di farcitura.

 

Anziché sprecarla, è possibile riutilizzarla per creare un delizioso piatto di pasta al forno, che con pochi minuti di cottura e gratinatura si trasforma in una proposta gustosa e senza sprechi.

 

Ingredienti per 4 persone

  • 350 g di mezze maniche di grano duro trafilate al bronzo
  • 400 g di farcitura alle erbette avanzata (ricotta a basso contenuto di lattosio, erbette, mortadella, Grana Padano, pangrattato all’uovo)
  • 80 g di burro a basso contenuto di lattosio
  • 80 g di farina di farro
  • 500 mL di latte a basso contenuto di lattosio
  • Sale integrale fino q.b.
  • Grana Padano Riserva q.b.

 

Preparazione

 

1. La besciamella

In una casseruola, sciogliete il burro a fuoco moderato. Aggiungete la farina in un solo colpo e mescolate energicamente fino ad ottenere un composto asciutto. Unite gradualmente il latte caldo, continuando a mescolare con una frusta, fino ad ottenere una crema densa e priva di grumi. Regolate di sale e tenetela da parte.

 

2. Cottura della pasta

Portate a ebollizione una pentola con abbondante acqua salata. Nel frattempo, preparate una bacinella con acqua fredda. Cuocete le mezze maniche per metà del tempo indicato sulla confezione (se il tempo di cottura è di 8-10 minuti, cuocerle per 4-5 minuti). Scolate la pasta e trasferitela immediatamente nell’acqua fredda per bloccare la cottura.

 

3. Assemblaggio del piatto: Ungete leggermente una teglia antiaderente e versatevi un sottile strato di besciamella sul fondo per facilitare l’adesione della pasta. Disponete le mezze maniche in verticale, ben ravvicinate tra loro. Trasferite la farcitura alle erbette in una sac-à-poche con bocchetta piccola e riempite ciascun formato di pasta. Coprite con la besciamella rimanente e completate con una generosa spolverata di Grana Padano.

 

4. Cottura: Preriscaldare il forno a 250°C. Infornare e cuocere per circa 10 minuti, fino a quando la superficie risulterà dorata e gratinata.

 

 

 

 

Tips & Abbinamenti

 

Consigliamo di servire immediatamente le vostre mezzemaniche ripiene, accompagnando il piatto con un vino bianco strutturato, come un Trebbiano di Romagna DOC, che distingue per il suo profilo fresco e fruttato, con note di mela verde e agrumi che contrastano piacevolmente la cremosità della besciamella.

 

In alternativa, un buon abbinamento è il Castelli Romani DOC che offre una mineralità equilibrata e una leggera sapidità che esalta la complessità del ripieno e il gusto intenso del Grana Padano.

Malloreddus alla Campidanese
Malloreddus alla Campidanese

I malloreddus, noti anche come gnocchetti sardi, sono una delle paste più iconiche della tradizione gastronomica della Sardegna. Il loro nome deriva dal termine malloru (toro), e il diminutivo malloreddus significa "vitellini", in riferimento alla loro forma tozza e leggermente rigata che ricorda, metaforicamente, il piccolo bovino.

 

Questa pasta ha diverse denominazioni a seconda della zona: nel Sassarese sono chiamati cigiones o ciciones, nel Nuorese cravaos, mentre nel Logudoro si trovano come macarone caidos o macarone de punzu.

 

I malloreddus si preparano con pochi ingredienti semplici: semola di grano duro e acqua, a cui talvolta si aggiunge lo zafferano o gli spinaci tritati, per dare colore e sapore.

Oggi vi proponiamo la versione più celebre, i malloreddus alla campidanese, una ricetta tradizionale tramandata da madre in figlia nelle famiglie sarde. Questo piatto, tipico della pianura del Campidano, è un simbolo della cucina isolana.



La pasta viene condita con un ricco sugo a base di salsiccia, pomodoro e zafferano, un ingrediente introdotto in Sardegna dai Fenici oltre duemila anni fa. Ma il vero protagonista della ricetta è il grano sardo, coltivato da secoli nell’isola.

Già in epoca imperiale, la Sardegna era considerata "il granaio di Roma", e il Campidano produceva circa la metà del frumento necessario all'esercito romano.

 

 

Ingredienti per 4 persone

 

Per i malloreddus

 

  • 400 g di semola fine
  • 200 ml di acqua tiepida (può variare in base all’umidità della semola)
  • 1 bustina di zafferano in polvere
  • 2 g di sale fino

 

Per il sugo

 

  • 350 g di salsiccia fresca con i semi di anice
  • 500 g di pomodori maturi
  • 1 pizzico di zafferano Nuraghe Ruju Azienda Agricola
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio d’aglio
  • 3 fogli d’alloro
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • Pecorino Sardo Dop maturo q.b.

 

 

Preparazione dei Malloreddus

 

1. Sciogliete lo zafferano in acqua tiepida, tenendone da parte un pizzico per il sugo In una ciotola, versate la semola e il sale, poi aggiungete metà dell’acqua con lo zafferano e iniziate a impastare.

Incorporate gradualmente il resto dell’acqua, regolando la quantità in base all’umidità della semola.

 

2. Trasferite l’impasto su una spianatoia e lavoratelo fino a ottenere una consistenza liscia ed elastica. Formate una palla, copritela con un canovaccio umido o pellicola e lasciate riposare per 30 minuti.

 

3. Stendete l’impasto formando dei salsicciotti sottili, quindi tagliate piccoli pezzi di circa 1 cm.  Passate ogni pezzetto sui rebbi di una forchetta o sull’apposito attrezzo per rigarli leggermente.

 

4. Disponete i malloreddus su un vassoio infarinato e lasciateli asciugare per 24 ore, senza coprirli.

 

 

Preparazione del Sugo

 

1. Sbollentate i pomodori, pelateli, eliminate i semi e tagliateli a cubetti.

 

2. Spellate e sbriciolate la salsiccia.

 

3. In una padella, scaldate 4 cucchiai d’olio e fate soffriggere la cipolla tritata e lo spicchio d’aglio. Aggiungete la salsiccia e rosolatela per 10 minuti.

 

4. Unite i pomodori a cubetti, il pizzico di zafferano, il sale e le foglie di alloro. Lasciate cuocere a fiamma bassa per circa 1 ora, aggiungendo un po’ di acqua tiepida se necessario.

 

 

Cottura e servizio

 

1. Cuocete i malloreddus in abbondante acqua salata fino a quando vengono a galla. Scolateli e conditeli con il sugo ben caldo.

 

2. Spolverizzate con Pecorino Sardo DOP maturo e servite subito.

 

 

 

 

TIps & Varianti

 

 

  • Per un sapore più intenso, potete aggiungere lo zafferano direttamente nel sugo e nell’impasto.
  • Se preferite un sugo più cremoso, potete frullare parte dei pomodori prima di aggiungerli alla padella.
  • Per una versione più rustica, sostituite la salsiccia con carne di maiale a pezzi piccoli.
Calamarata con Anelli di Totano su Crema di Fagioli
Calamarata con Anelli di Totano su Crema di Fagioli

La ricetta di oggi trae ispirazione da un rinomato ristorante di pesce di Torino, una proposta raffinata che vi conquisterà per il perfetto equilibrio di sapori e consistenze.

Per realizzarla, abbiamo selezionato ingredienti di altissima qualità.

 

La pasta scelta è la calamarata prodotta da Daunia&Bio Società Cooperativa, realtà nata nel 2011 nel territorio foggiano. Questa cooperativa riunisce produttori agricoli del settore biologico e promuove il progetto Pasta&Bio, volto alla diffusione di pasta ottenuta da grani duri locali, in particolare della varietà Senatore Cappelli, coltivati con metodi biologici e tracciati dalla semina al prodotto finito.

 

Il tocco finale è conferito dal Sale al Limone Bio della Cooperativa Sociale Arcolaio, fondata nel 2003 con l'obiettivo di favorire l'inserimento lavorativo delle persone detenute nella della Casa Circondariale di Siracusa. Questo sale aromatizzato fa parte del progetto Frutti degli Iblei, che valorizza terreni incolti e coinvolge persone svantaggiate, tra cui giovani e donne immigrate. Le erbe aromatiche e le scorze di agrumi vengono miscelate sapientemente con il sale marino della Riserva Naturale di Trapani, gestita dal WWF.

 


Ingredienti per 4 persone

 

  • 280 g di Pasta calamarata Daunia&Bio
  • 400 g di fagioli cannellini già cotti
  • 500 g di anelli di totano
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 bicchierino di brandy
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 1 manciata generosa di prezzemolo fresco
  • 1 pizzico di paprika dolce
  • Olio extra vergine di oliva q.b.
  • Sale al limone bio q.b. Cooperativa Sociale Arcolaio

 

 

Preparazione

 

 

Condimento e totani

    • In un tegame dai bordi alti, scaldate un filo d'olio extravergine d'oliva e fatevi rosolare leggermente lo spicchio d'aglio.
    • Aggiungete gli anelli di totano e fateli soffriggere per un paio di minuti a fuoco medio.
    • Sfumate con il brandy e lasciate evaporare l'alcool.
    • Unite il concentrato di pomodoro, una manciata di prezzemolo fresco tritato e qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
    • Coprite con un coperchio e fate cuocere per circa 5 minuti, evitando cotture prolungate che renderebbero i totani duri.
    • Regolate di sale e tenete da parte.

 

 

Crema di cannellini

 

    • Frullate i fagioli cannellini con un filo di olio extravergine d'oliva, un pizzico di sale e un paio di cucchiai di acqua di cottura della pasta.
    • Se necessario, aggiungete ulteriore acqua di cottura fino ad ottenere una crema fluida e omogenea.
    • Disponete la crema sul fondo dei piatti, completando con una spolverata di paprika dolce e un filo d'olio a crudo.
    • Cottura e assemblaggio del piatto

 

Cottura e assemblaggio del piatto

    • Cuocere la pasta calamarata in abbondante acqua salata seguendo il tempo di cottura consigliato (circa 20-22 minuti per la pasta Senatore Cappelli).
    • Scolare la pasta al dente e trasferirla nel tegame con i totani, saltandola per un paio di minuti per amalgamare i sapori.
    • Adagiare la pasta sulla crema di cannellini precedentemente sistemata nei piatti.
    • Guarnire con prezzemolo fresco tritato e un tocco di Sale al Limone Bio.
    • Servire subito e gustare questo piatto dal sapore raffinato ed equilibrato.

 

 

 

Tips dello Chef: Per un ulteriore tocco gourmet, potete completare il piatto con una leggera grattugiata di scorza di limone biologico o un filo di olio al peperoncino per esaltarne i profumi e il gusto.